City Watch

Il
progetto
Il programma
I fotografi coinvolti

















L'intervento
della
Valtorta è servito
(speriamo) a tracciare un "metodo" di lavoro e approccio. Fra i
tanti suggerimenti ve ne riportiamo
qualcuno:
Lavorare
secondo un progetto. Per farlo può
essere utile gironzolare e analizzare il luogo senza inizialmente
portare con se la macchina fotografica.
Progetto può anche significare il mantenimento negli scatti della
stessa "luce", stessa tecnica, stessa atmosfera. Un progetto può
anche essere inteso come "percorso" nel luogo, ovvero proprio una
serie di scatti che "simulino" l'esplorazione del luogo. Anche il
punto di vista può essere una scelta importante: altezza occhi, a
volo d'uccello, altezza piedi...
Modalità
operative. Un progetto
richiede sempre un "operare ripetutamente" sul soggetto, con le
stesse modalità e lo stesso approccio: è un processo rigido che
però porta a dei risultati altrimenti irraggiungibili. E alla
possibilità, paradossalmente, di rompere la rigidità del
metodo...

Fotografia di Raffaela Mariniello
Roberta ha
poi continuato mostrandoci come uno stesso luogo possa avere varie
interpretazioni a seconda di chi lo
fotografi:
l'esempio riguardava l'operazione "Cantiere
d'autore" imperniata sul
cantiere del MAXXI di Roma, un
museo delle arti del XXI secolo. Una decina di autori, una decina
di approcci (e risultati) differenti.
Per chiudere
abbiamo visto una carrellata di fotografie di John
Davies, fotografo
inglese molto legato al concetto classico di
"documentazione". Qui il link al suo
sito, per capire meglio anche il senso di un'operazione di
"testimonianza".


Da un
lato abbiamo potuto seguire e capire l'evolversi di una figura
professionale che ha molto
operato nel campo della fotografia d'architettura e urbanistica (e
non solo), dai primi passi fino a lavori di committenza e ricerca
di alto livello qualitativo.
Dall'altro Alessandra ci ha fatti entrare nel suo/loro (non
dimentichiamo che lavora con Fulvio Orsenigo) mondo di riflessioni
e prese di posizione, lungo un percorso fatto di crescita
tecnica ma anche concettuale,
che li ha portati a sviluppare un proprio e ben definito
modus operandi
(a volte pagando così in prima
persona con la "rottura" con alcune committenze).

La serata
è stata ricca di spunti da cui partire non tanto per "copiare" lo
stile di Alessandra, quanto per le indicazioni che se ne possono
trarre nell'affrontare un compito come quello che ci siamo proposti
di portare avanti.
La riflessione poi di porsi dinanzi al luogo che
vogliamo fotografare e farci guidare da esso, in un'ottica "documentaria", piuttosto che
guidare quel luogo esattamente dove vogliamo noi, può essere un
buon punto di partenza.

Qui trovate una ricca galleria di fotografie
dello studio
ORCH (Orsenigo-Chemollo):
buona visone e appuntamento a sabato!
PS: una
lettura consigliata direttamente da Alessandra: Pensare l'efficacia in Cina e in
Occidente, di
François Jullien, Ed. Laterza


La seconda serata. Un
altro tassello,
quello urbanistico, è andato a posto.
La seconda
serata
La
serata è stata introdotta dall’assessore alla cultura del Comune di
Conegliano,
Loris Balliana. L’assessore ha
sottolineato l’importanza dell’operazione, appoggiata fin
dall’inizio dall’Amministrazione, pur essendo l’urbanistica un tema
che può facilmente essere strumentalizzato a fini economici e
politici, auspicando una “oggettività” di visione
complessiva.

L'assessore
Loris Balliana e gli architetti Carlo Canato e Dino De
Zan
Gli interventi
poi degli architetti e urbanisti
Carlo Canato e
Dino De Zan hanno
contribuito ad inquadrare la città di Conegliano secondo alcune
linee storiche ed evolutive. Ne è uscita una città in veloce
cambiamento, che dal dopoguerra si è espansa a “buccia di cipolla”,
e che tutt’ora ha una forte spinta espansionistica. I due relatori
si sono soffermati maggiormente sulle macroaree di maggior
interesse, sottolineando il ruolo della
viabilità.

Alcuni dei
partecipanti a City Watch
A sorpresa è
intervenuto anche il Sindaco di Conegliano e Vice Presidente della
Provincia di Treviso
Floriano Zambon, che ha voluto
esser presente per augurare buon lavoro ai partecipanti. Anche il
Sindaco si è soffermato su un paio di punti per lui di grande
interesse: l’alveolo del fiume Monticano e il tombinamento del
canale Filiberto.

Floriano
Zambon mentre sottolinea alcuni aspetti di
Conegliano
Dopo
questa "infarinatura" storico-urbanistica, dalla prossima serata
cominceremo ad affrontare argomenti maggiormente "fotografici", con
la partecipazione di
Alessandra Chemollo. Il prossimo
appuntamento è per mercoledì 21 marzo, ore 20.30.

Le
fotografie della serata sono di Omar Sartori e Adriano
Zago
Eccoci qua.
Abbiamo superato indenni la prima serata, nonostante la defezione
all'ultimo minuto di Guido Guidi, che ha dovuto rinunciare ad
essere presente per motivi famigliari. Dopo l'introduzione
dell'assessore all'urbanistica di Conegliano Maniero e
dell'architetto Canato è stata la volta di Roberta Valtorta, che si
è incaricata di inquadrare il workshop e la campagna seguente in un
contesto storico e critico.

Il tavolo
dei relatori: da sx l'arch Canato, Roberta Valtorta, Andrea
Armellin
Spaziando
dall'Ottocento fino ai giorni nostri, ha ripercorso le fasi
salienti di quei processi di documentazione ambientale e di lettura
del paesaggio che hanno fatto la storia di questo genere,
analizzandone spinte e modalità operative, oltre che motivazioni
concettuali. Per arrivare poi alle nuove interpretazioni di
paesaggio, che non può più essere scisso dalla presenza
umana.

Alcuni dei
partecipanti alla prima serata
Su
queste basi stasera toccherà agli architetti Carlo Canato e Dino De
Zan farci riflettere in particolare sulla città di Conegliano,
sulla sua storia e struttura, avvicinandoci così a quello che è il
nostro scopo finale. Appuntamento a stasera, ore
20.30!
Altre foto
della prima serata


Le
fotografie di questa pagina sono di Francesco Anselmi e Omar
Sartori