SIAMO TUTTI FOTOGRAFI

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In Facebook è tutto un proliferare di “Photography” e declinazioni varie, aggiunto alla fine del nome utente
. Immagino serva, nelle intenzioni del titolare, a dividere il profilo personale dal profilo fotografico.
In più, diciamolo, aggiungere “Photography” dona al titolare un’aura particolare, come se l’aggiunta di quell’etichetta  aumentasse automaticamente il grado di artisticità agli scatti pubblicati.
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FIRMA, FIRMA DELLE MIE BRAME

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E’ pratica molto diffusa tra i fotoamatori sul web firmare le proprie foto (tralasciamo chi della fotografia ne fa un lavoro, fatto che presenta aspetti un po' più compessi).
E per firmare intendo apporre un marchio sulla fotografia, che può andare dal semplice nome del fotografo a loghi più o meno fantasiosi.
Il tutto spesso a scapito della buona visione di una fotografia.
Ma è proprio necessario inserire una firma? Continua...
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BASSANO: LA FOTOGRAFIA A PORTATA DI MANO

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Certe volte, a non farci cogliere le occasioni, è la troppa distanza.

Ma non in questo caso:
Bassano Fotografia ha sede proprio dietro l’angolo, e le opportunità che offre sono davvero molte. Troppe, per non approfittarne. Resta quindi da combattere solo la pigrizia.
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CONCORSI. O FURBERIE?

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“Il partecipante, per tutte le foto candidate, concede agli organizzatori i diritti d’uso, anche in modo non esclusivo, irrevocabili e a tempo indeterminato.” Continua...
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F4: CINQUE MOSTRE PER DUE SEDI

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Cresce “F4, un’idea di fotografia”.
Per la sua seconda edizione il festival di fotografia moderna e contemporanea organizzato dalla Fondazione Francesco Fabbri di Pieve di Soligo si regala una seconda sede: oltre a quella già consolidata di Villa Brandolini a Solighetto ecco aggiungersi la più blasonata Casa dei Carraresi, a Treviso. Sette le mostre in gioco.
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LEICA PARLA …TARZESE

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Leica da ieri parla anche un po'... tarzese.
Cristina Collodel, classe 1970, di Corbanese, frazione di Tarzo, comune dell'alto trevigiano, ieri a Milano è stata premiata al concorso Leica Talent come miglior fotografa italiana per la categoria fotoamatori. L'ha spuntata fra 120 fotografi che come lei hanno superato le agguerrite selezioni iniziali, per poi ridursi ulteriormente a 12. Continua...
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BERENGO GARDIN vs GALIMBERTI

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Fotografia è realtà? Se dovete ancora decidere qual’è la vostra personale risposta a questa domanda, potreste approfondire l’argomento studiando due approcci molto diversi al mondo fotografico, due modi di intendere la fotografia agli antipodi fra di loro: quelli di Gianni Berengo Gardin e Maurizio Galimberti.
Vi facilita il compito Civita Tre Venezia, con due mostre in contemporanea a Venezia.

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IL RITORNO DEL PARAGGI

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Torna lo Spazio Paraggi.

Torna da un punto di vista fotografico, dato che per altri ambiti era già attivo.
Torna al suo primo amore,
a quella passione per la fotografia che nel 1997 aveva dato i natali all’associazione culturale fotografica Antonino Paraggi, tenuta a battesimo allora da Nicola Giuliato e Alberto Munari. Continua...
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PIU' ROSSO DEL ROSSO

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La fotografia è un mondo affascinante, e misterioso.
E lo è ancor di più quando indaga gli aspetti più strani e nascosti della realtà.
Come ad esempio il mondo visto agli infrarossi, grazie ad alcuni accorgimenti.
Ho fatto due chiacchiere con Claudio Schincariol, fotografo di Santa Lucia di Piave (TV), che della fotografia all’infrarosso si occupa ormai da molti anni.
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GABRIELE, UOMO E FOTOGRAFO

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Mercoledì scorso è morto Gabriele Basilico. Non starò qui a ricordarvi quale grande fotografo fosse (nel caso non lo sappiate, qui e qui due belle letture). Ci terrei a ricordarlo come uomo, prima ancora che fotografo.

Qualche anno fa ebbi l’occasione di interagire con lui telefonicamente, per il progetto City Watch che stavamo per far partire sulla città di Conegliano. Doveva essere il docente di punta dell’iniziativa. Avevo contattato il suo studio a Milano, ma in quel momento non era in sede. Continua...
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UNA FOTOGRAFIA LUNGA TRE ANNI

Chissà cosa avrebbero pensato i fotografi degli albori dell’opera del loro collega Michael Wesely. Loro ossessionati dai tentativi per ridurre al minimo i tempi di esposizione, lui invece detentore del record (non ufficiale credo, non è iscritto al Guiness dei primati… ho controllato) per la fotografia con la più lunga esposizione della storia.
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Se all’esecutore della prima fotografia della storia a noi giunta, Nicéphore Niépce, servirono circa otto ore nel 1826 per imprimere delle ombre su una lastra di peltro di 20x16 cm circa (il risultato lo vedete qui sopra), a Michael Wesely son serviti tre anni (agosto 2001-giugno 2004) per ottenere gli scatti del cantiere del Moma, il museo di arte contemporanea di New York. Lavoro commissionatogli proprio dal museo, dopo aver visto il suo lavoro sul cantiere della Potsdamer Platz, a Berlino: due anni di esposizione (da aprile 1997 a giugno 1999). Continua...
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QUELLO CHE UNA FOTOGRAFIA NON DICE

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Nguyễn Văn Lém è spaventato. Sono tre giorni che non mangia, il frastuono delle esplosioni e la calura sono insopportabili. La ferita al piede gli impedisce di correre e scappare lontano dalla battaglia e da quella guerra in cui era stato catapultato solo poche settimane prima. Strappato da casa sua, dalla famiglia, dal suo mondo. Costretto ad imbracciare un fucile pesante, estraneo, che non sa nemmeno usare bene. Ed ora un uomo gli urla qualcosa nell’orecchio, e gli punta la pistola alla testa. E lui si chiede perché, perché proprio lui.
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LA MORTE E' NEI PARAGGI: POSARE O MENO LA MACCHINA FOTOGRAFICA?

Un caso di cronaca, lo scorso mese, ha fatto il giro del mondo suscitando parecchio scalpore.
In sintesi: ai primi di dicembre a New York un uomo in una stazione della metropolitana viene spinto da uno squilibrato e cade dalla banchina sulle rotaie: 
l’uomo non riesce a risalire, e muore investito dal vagone della metropolitana che stava arrivando. Fin qui, sembra solo una brutta notizia, simile purtroppo a molte altre. Perchè quindi lo scalpore? Continua...
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VI PIACCIONO LE VILLE VENETE? RINGRAZIATE MAZZOTTI

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Le Ville Venete sono oggi Patrimonio dell’Unesco, uno dei quarantasette siti italiani inseriti nella prestigiosa lista: siamo il Paese che ne ha di più al mondo.

Ma la loro è stata una storia travagliata. Dopo i fasti antichi, fra le due Guerre Mondiali il loro destino sembrava segnato e avviato a una morte ingloriosa, nella noncuranza generale. Che cosa è successo allora per portarle nel 1994 sotto la protezione dell’Unesco? Continua...
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RITROVIAMOCI IN CIRCOLO. O SU FACEBOOK?

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Capita, alla fine di un ciclo di corsi di fotografia, che alcuni allievi mi chiedano: “E adesso”?
La mia risposta di solito è: “
Adesso c’è Inquadra”.

Inquadra, per chi non lo conosce, è un gruppo centrato su Conegliano di fotografi, appassionati, professionisti, cultori della fotografia: insomma, quello che una volta era chiamato circolo fotografico. Gente che si ritrova, guarda foto, proprie o altrui, discute, propone, organizza. La Marca trevigiana ne conta molti. Ma hanno ancora un senso e un futuro? Per la propria sete di condivisione e visione di fotografie non basta iscriversi magari a un gruppo facebook di fotografia e postare le proprie foto nel gruppo?

Ne parliamo con Alessandro Da Re e Marco Zanussi, fondatori del gruppo facebook Foto Maniaci. Base a Pordenone, anima global, il gruppo nato nell’estate del 2011 ha superato quota seimila iscritti. Da ogni angolo del pianeta, appunto. Continua...
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FOTOSCIOPPARE E' LECITO? parte quarta (e ultima)

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Quindi le foto si possono ritoccare? E fino a che punto?

Siamo tornati alla domanda iniziale. Forse con qualche freccia in più all’arco della nostra capacità di analisi. Proviamo ad aggiungerne un’altra, di freccia. Proviamo ad immaginare uno scatto fotografico non come un prodotto finito, ma come un insieme di potenzialità da sviluppare al meglio. Che attendono solo l’abilità del fotografo per essere estratte e valorizzate.

L’occhio umano è in grado di discernere e registrare molte più sfumature di luminosità di qualsiasi sensore digitale. O pellicola.
Quello che vediamo a monitor quando scarichiamo i nostri scatti non è mai quello che avevano visto i nostri occhi al momento del premere il pulsante di scatto. E’ normale che poi ci sia l’ambizione di restituire allo scatto fotografico quella gamma, quelle tonalità, quelle sfumature ancora impresse nella nostra retina.
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